9. Dionysos e le altre divinità

I rapporti tra il dio e gli altri dei sono anch’essi molto variabili. Scacciato, scaccia; liberato, libera; considerato da alcuni (Platone) come il successore di Zeus, si presenta però spesso come un servitore degli altri dei, come quello che risolve i problemi. Si riportano testimonianze relative a Dionysos e Hephaistos, Herakles, Orpheus e Apollo.

Attica (Atene): presso al teatro, un antichissimo sagrato di Bac- chos; vi sono anche delle pitture: Bacchos che riconduce in cielo Hephaistos. Raccontano i Greci che Hera, nato Hephaistos, lo gettò via; che questi, non dimenticata l’ingiuria, le mandò in regalo un trono d’oro con dei lacci nascosti: appena Hera si sedette vi restò intrappolata; Hephaistos non volle dar retta a nessun altro degli dei, che lo richiamavano in cielo a scioglierla. Alla fine Bacchos (grande amico di Hephaistos) dopo averlo ubriacato, riuscì a ricondurlo
(PAUSANIA, PERIEGESEOS, I 20)

Hefaistos aveva fatto troni d’oro e diamanti per Zeus e per gli altri dei. Hera si sedette e cominciò a stare sospesa in aria. Allora fu chiesto a Hefaistos di sciogliere la madre che aveva legato, ma, irato perché lo aveva buttato giù dal cielo, disse di non avere alcuna madre. Ma quando Dionysos lo ebbe riportato ubriaco nel consesso divino, non poté sottrarsi a quel dovere pietoso, ma solo dopo aver richiesto qualcosa in cambio
(IGINO, FABULAE, 166)

Hera gettò giù Heifastos dal cielo ... E questo... fece anche un trono, che aveva dei lacci nascosti, e lo mandò in dono alla madre. Quella lodò molto il dono, si sedette e non riuscì più a liberarsi. Gli dei decisero che Hefaistos tornasse in cielo, e poiché era il solo in grado di liberarla... Dionysos lo riportò per mezzo del vino da Hera irato e cavalcò con Hefaistos che seguiva ebbro...
(LIBANIO, NARRATIONES, III 1)

Heraklcs c Dionysos, sebbene abbiano visitato tutto il mondo disabitato, non riuscirono a vincere solo gli Etiopi, che abitano oltrc l’Egitto, sia per pietà di quegli uomini sia per le insormontabili difficolta dell’impresa
(DIODORO, BIBLIOTECA, III 1)

C’cravamo inoltrati per una foresta allontanandoci tre stadii dal mare, quando vediamo una stele di bronzo con una scritta in caratteri greci, sbiaditi e logorati, che diceva "Fin qui giunsero Herakles e Dionysos". Vicino sulla roccia v’erano due impronte... Mandato un bacio riverente, proseguimmo e dopo un breve cammino arrivammo ad un fiume in cui scorreva vino, un vino in tutto a simile a quello di Chio... Ci tornava dunque molto più spontaneo credere all’iscrizione della stele, in quanto vedevamo i segni del viaggio di Dionysos
(LUCIANO, STORIA VERA, 26.7)

Orpheus portò dall’Egitto la maggior parte dei cerimoniali mistici, i riti orgiastici che accompagnano i suoi vagabondaggi, e il suo racconto favoloso di una sua esperienza ncll’Ade. I riti in onore di Osiride sono uguali a quelli di Dionysos e quelli di Iside simili a quelli di Demeter
(DIODORO, BIBLIOTECA, I 96)

Dopo queste cose, per ringraziare Charops dell’aiuto che gli aveva fornito, Dionysos gli diede il regno della Tracia e lo iniziò ai misteri iniziatici; e Oeagros, figlio di Charops, ricevette in eredità il regno e i riti iniziatici, che erano conservati nascosti nei misteri, riti che poi Orpheus, figlio di Oeagros, superiore a tutti gli altri uomini in generosità e cortesia, imparò da suo padre; Orpheus modificò molte cose nelle pratiche di culto e per questo i riti stabiliti da Dionysos furono diffusi col nome di orfici
(DIODORO, BIBLIOTECA, III 65-6)

Per quanto riguarda Dionysos i miti dicono che scoprì la vite e la sua coltivazione e anche come fare il vino e come immagazzinare la maggior parte delle produzioni autunnali... Questo dio nacque a Creta, dicono, da Zeus e Persefone, e fu Orpheus a trasmettere la tradizione nei riti iniziatici che fu fatto a pezzi dai Titani. Il fatto è che sono in diversi a portare il nome di Dionysos...
(DIODORO, BIBLIOTECA, V 754)

Ciarlatani e indovini si presentano alla porta dei ricchi e li convincono che con sacrifici e incantesimi hanno ottenuto dagli dei il potere di rimediare con giochi e con feste alla ingiustizie che uno può aver compiute, lui di persona o uno dei suoi... E per tutti questi discorsi invocano la testimonianza dei poeti ... citano poi un grande numero di libri di Museo e di Orpheus, stirpe, dicono, di Selene e delle Muse, e su questi libri regolano i loro sacrifici. E persuadono non solo i singoli, ma anche gli stati che sia i vivi sia i morti possono essere assolti e purificati dagli atti di ingiustizia per mezzo di sacrifici e di piacevoli giochi, a cui danno il nome di iniziazioni (PLATONE, REPUBBLICA, II, 364)

Ed essendo disceso all’Ade per la sua donna, e avendo visto come sono le cose di laggiù, Orpheus cessò di onorare Dionysos, mentre considerò come massimo tra gli dei Helios, che chiamò anche Apollo. Svegliandosi all’alba, sul monte detto Pangaion attendeva il sorgere del sole, per vedere Helios. Perciò Dionysos adirato gli mandò contro le Bassaridi, come dice Eschilo, il poeta tragico: queste lo sbranarono e dispersero le sue membra, ogni parte separata dalle altre. Le Muse poi raccoltele insieme, le seppellirono nella città chiamata Leibetra
(INNI ORFICI, 33)

È sul monte Parnaso che ogni anno si tengono le feste in onore di Bacco, durante le quali, si dice, si mostrano schiere di Satiri e si sentono frequentemente le loro caratteristiche grida, e parimenti lo strepito dei cembali colpisce l’orecchio umano. E – affinché nessuno creda che il Parnaso sia sacro a due diverse divinità – i seguenti versi dal Licymnius di Euripide indicano che Apollo e Libero sono uno ed identico dio: "Dionysos Signore, Amante del Lauro, Apollo il Guaritore, facendo dolce musica sulla lira... ", ed Eschilo scrive per lo stesso effetto: " Apollo, coronato d’edera, dio bacchico, profeta
(MACROBIO, SATURNALIA, I 18)