8. Peregrinazioni e imprese di Dionysos
Molte imprese ha compiuto il dio. In esse si ripropone la sua duplicità: il dio smembrato a sua volta smembra o fa smembrare, divorato diviene divoratore di carni crude, reso folle a sua volta rende folle, perseguitato dagli uomini e dagli dei si fa persecutore, liberato si fa a sua volta liberatore. Ebbrezza, vino, sangue e follia sono quindi una costante. Lordine delle imprese è assai variabile, a seconda dei miti. Dopo la vendetta sui Titani si dirige a Oriente (ma in alcuni miti è proprio lIndia la sua terra dorigine), sullEufrate trova il primo avversario, il re di Damasco, che scortica vivo e poi passa il fiume con laiuto di una pantera (secondo altri si tratta del Tigri e di una tigre). Giunge poi in India, dove introduce la coltura della vite (secondo altri il cammino e inverso). Arrivato presso gli Edoni è osteggiato dal re Licurgo che per volere del dio morirà squartato dai cavalli. Passa poi in Beozia, dove Penteo, re di Tebe, si oppone alla diffusione dei suoi riti e alle Menadi. Poi agirà contro le figlie di Minia, profanatrici delle sue orge; quindi contro i Pirati tirreni. A Nasso incontrerà Arianna; da qui muoverà alla volta di Argo dove Perseo si oppone ai suoi seguaci: Dionysos allora farà impazzire le donne che divoreranno i loro bambini e Perseo cederà alla potenza del dio, dedicandogli un tempio. Infine, con gli altri dèi dOlimpo combatterà contro i Giganti.
Dionysos scoprì il vino, ed essendo impazzito per
causa di Hera vagò in Egitto e in Siria...
(APOLLODORO, BIBLIOTECA, III 1)
(EURIPIDE, BACCANTI, 13-7)
Inoltre vi sono dipinti Penteo e Licurgo puniti
degli oltraggi fatti a Bacchos; Arianna addormentata; Teseo che fa vela; Bacchos che viene
a rapire Arianna
(PAUSANIA, PERIEGESEOS, I 20)
INDIA
Gli indiani non si ricordano che la spedizione di
Dionysos verso lIndia avvenne per mare /... Dopo aver sottomesso lIndia
egli attraversò come trionfatore gran parte dellAsia, Dionysos stesso fu
soprannominato "Thriambo", e le sue processioni ... "trionfi" / ... Quando Dionysos giunse e
divenne padrone dellIndia, fondò città e diede leggi a queste città, e divenne
custode del vino, come per i Greci /... Cè unantica storia (che
Alessandro sentì) che le tribù arabe adoravano due soli dei: Urano e Dionysos...
Dionysos per il suo viaggio in India... Per questo Alessandro si fece riconoscere come
Dionysos...
(ARRIANO, ANABASI DI ALESSANDRO INDICA, IV 3-4; VI 27.2; VII 64.20-2)
Quando Dionysos condusse il suo esercito contro
gli uomini dellIndia... fu tenuto dapprima in un tale disprezzo, dicono, da questi
popoli, che risero allannuncio del suo arrivo ... Sicuramente avevano sentito
curiosi resoconti sul suo esercito dalle loro vedette: "Il suo esercito, i suoi
ranghi sono formati da donne dissennate e pazze, coronate da edera, vestite con pelli di
cerbiatto, che tenevano in pugno piccole lance senza punta fatte di edera e il famoso
scudo che rimbomba solo a sfiorarlo ... Con loro un piccolo gruppo di giovani contadini
che ballavano nudi come satiri, con code e corna, come quelle che spuntano dalle fronti
degli agnelli appena nati. Per quanto riguarda il generale stesso, sta su un carro,
trainato da pantere; egli è quasi senza barba ... ha le corna e porta una ghirlanda di
pampini, i suoi capelli sono annodati con un nastro e porta una gonna di porpora e
pantofole dorate. Ha due luogotenenti, il primo è un vegliardo piccolo e grasso e
panciuto, cammina vacillando appoggiandosi a un bastone,... o cavalca un asino.
Laltro è un tizio ristupidito come una capra... con gambe pelose, corna e una lunga
barba ... Le donne lo temono, si scompigliano i capelli al vento, quando si avvicina, e
gridano "Evoè" ... Quando gli eserciti si incontrarono e si affrontarono, gli
Indiani posero i loro elefanti allavanguardia e attaccarono a ranghi serrati.
Dionysos tcneva il centro di persona; Sileno comandava lala destra e Pan la
sinistra. I Satiri ricoprivano il grado di colonelli o di capitani ... Gli indiani e i
loro elefanti partirono nello stesso tempo gli uni contro gli altri e fuggirono
disordinatamente, non osando raggiungere il campo di battaglia. Lesito fu che furono
catturati da quellesercito e furono fatti prigionieri da quelli che loro stessi
avevano prima deriso...
(LUCIANO, DIONYSOS, 1-5)
Intanto Libero vinse gli Indiani dalle lunghe
chiome ed era tornato ricco dal mondo orientale .../... Si dice che allora quando domasti
tutto lOriente e il Gange, tu serbasti le primizie per Zeus
(OVIDIO, FASTI, III 465-6, 728-30)
Narrerò ... le armi indiane in fuga davanti al
corteggio niseo
(PROPERZIO, ELEGIE, III I7.23)
LICURGO
Dionysos scoprì il vino, ed essendo impazzito per
causa di Hera vagò in Egitto e in Siria... poi arrivò a Cibela in Frigia. E qui fu
purificato da Rea e apprese i misteri iniziatici da lei... Ma Licurgo, re degli Edoni, ...
fu il primo che lo insultò e lo cacciò. Dionysos trovò rifugio nel mare da Teti,
Nereide, e le Baccanti furono fatte prigioniere insieme alla moltitudine dei Satiri, loro
servitori. Ma in seguito le Baccanti furono liberate e Dionysos fece impazzire Li- curgo.
Costui nella sua pazzia uccise con unascia il figlio Driade, immaginando che fosse
un tralcio di vite, e quando recise le estremità del figlio, rinsavì. Poiché la terra
rimaneva sterile, il Dio ordinò con un oracolo che avrebbe fruttificato se Licurgo
venisse sacrificato ... per volere di Dionysos, egli morì squartato dai cavalli
(APOLLODORO, BIBLIOTECA, III 1)
Fu soggiogato anche liracondo re degli
Edoni, figlio di Driante: Dionysos lo rinchiuse in un carcere di pietra per il suo
oltraggioso furore. Così sentì calmarsi la ferocia e il superbo impeto della follia a
poco a poco. Troppo tardi riconobbe di aver offeso un dio: inutilmente aveva osato
spegnere il grido delle Menadi appassionate, e irritò le Muse amiche del flauto
(SOFOCLE, Antigone, 1146-60)
Narrerò ... Licurgo invano infuriato per la nuova
pianta della vite
(PROPERZIO, ELEGIE, III I7.23)
PENTEO
Né dimenticò Bromios che tiene in questi luoghi
dal giorno che si mise a capo delle Baccanti, e diedero morte a Penteo, come cani ad una
lepre
(ESCHILO, EUMENIDI, PROLOGO)
Narrerò ... la morte di Penteo a te gradita tra
le schiere delle baccanti
(PROPERZIO, ELEGIE, III 17.24)
"Capisco cosa hai in mente. Tu provi rancore
nei confronti di Penteo, tu trasformi un uomo in un dio bastardo, falsificando le
predizioni ... ma tu devi sapere che Bacchos ha inventato il vino. Sì, e che il vino fa
sempre in modo che gli uomini che bevono vadano in rovina e che il vino eccita la mente
instabile delluomo ad uccidere. Ma egli si presenta con laspetto e gli
ornamenti di Zeus, suo padre. Zeus però indossa il chitone doro, non la pelle di
cerbiatto..., quando Ares combatte con gli uomini, impugna una lancia di bronzo, non un
tirso... E Apollo non ha sul capo corna. di toro..."; così parlò Penteo...
(NONNO DI PANOPOLI, DIONISIACA, XLV, I)
"Ben lieto saresti, se perdessi la vista e
non vedessi i riti di Bac- chos! Bacchos, figliolo di Semele, un giorno verrà... e tu non
lo terrai degno di onore e di templi, e sarai lacerato e disperso per mille luoghi
tingendo col sangue le selve, la madre e le sorelle di lei... Tu quel dio non ti degnerai
donorare, ma ti cruccerai che Tiresia abbia veduto fin troppo con gli occhi coperti
di buio"; Penteo sospinse lontano il profeta che cosi prediceva... /... lì la madre
per prima lo vide guardare empiamente le orge; per prima la madre fu spinta da pazza alla
corsa; prima la madre, scagliandogli il tirso, ferì suo figlio ... Autonoe ... tra le
preci gli taglia la destra, Ino gli strappa la sinistra. Non ha linfelice braccia da
tendere alla madre... Le piaghe Agave vide e urlò, scosse le chiome ed il collo
nellaria e staccatagli la testa, la prese con la mano insanguinata... Non così
rapido il vento dautunno rapisce le foglie arse dal freddo e mal ferme sugli alberi,
come le membra di Penteo furono sparse da mani nefande
(OVIDIO, METAMORFOSI, III 5I7-25, 7I0-3I)
(EURIPIDE Baccanti, I087-1134)
LE FIGLIE DI MINIA
" Ma Alcitoo, figlia di Minia, non crede che
si debba seguire lorgia del dio e temeraria nega che Bacchos sia figlio di Zeus, e
nellempio disprezzo ha come compagne le sorelle... Solo le Miniadi rinchiuse entro
casa profanano le orge lavorando inopportunamente ... Passato era il giorno ormai, era
quellora che resta indecisa tra il giorno e la sera ... quando sembrò
allimprovviso che crollassero i tetti: le lampade ardono, la casa risplende di un
fuoco rosseggiante, urlano feroci simulacri di belve. Entro le stanze piene di fumo le
sorelle cercano scampo chi di qua chi di là, fuggendo il fuoco e il bagliore. Mentre
ricercano il buio, una membrana ricopre gli arti che rimpiccioliscono e piume sottili
velano le loro braccia... Non hanno penne sul volto, ma si reggono in alto con le ali
trasparenti. Quando vorrebbero parlare, mandano solo una fievole voce e uno stridio
lamentoso. Non vivono nelle selve, ma stanno sotto i tetti e, poiché odiano la luce del
giorno, volano di notte e prendono nome dal vespro
(OVIDIO, METAMORFOSI, IV 1-415)
Minyas, figlio di Orchomenos, ebbe come figlie
Leucippe, Arsippe e Alcathoe, che erano assurdamente laboriose. Non ebbero niente in
comune con le altre donne che disertavano la città per fare le baccanti sulle montagne,
finché Dionysos, prese le forme di una giovinetta, non le esortò a non mancare al culto
o ai misteri del dio. Ma esse non le prestarono attenzione. Irritato da questo
atteggiamento, Dionysos si presentò non più come fanciulla ma come toro, poi come leone
e infine come leopardo. I loro strumenti per la tessitura cominciarono a colare nettare e
latte. Di fronte a questi prodigi, le fanciulle si spaventarono molto ... Poi, lasciata la
casa del padre, fecero le baccanti brucando edera, convolvolo e lauro, finché Hermes
toccandolc con la sua bacchetta non le trasformò in uccelli: un pipistrello, una civetta,
unagufo. Tutte e tre fuggivano la luce del sole
(ANTONINO LIBERALE, Metamorfosi, X)
I PIRATI TIRRENI
Dapprima, sulla veloce nave nera, gorgogliava vino
dolce a bersi, profumato, da cui si effondeva un aroma soprannaturale: stupore prese tutti
i marinai, quando lo videro. Subito dopo si distinsero lungo il bordo superiore della vela
tralci di vite e ne pendevano abbondanti grappoli; intorno allalbero era avvinta una
scura edera, ricca di fiori, su cui crescevano amabili frutti e tutti gli scalmi erano
inghirlandati. Essi allora, vedendo queste cose, ordinarono al timoniere di guidare la
nave verso terra. Ma il dio sotto i loro occhi si trasformò in leone dallo sguardo
tremendo: essi fuggirono a poppa e intorno al timoniere dallanimo saggio si
fermarono attoniti: il dio, dimprovviso balzando ghermì il capo; e gli altri,
evitando la sorte funesta, come capirono, si gettarono fuori tutti insieme, nel mare
divino e diventarono delfini
(INNI OMERICI, A DIONYSOS, 35-55)
Si infuriò il più audace di tutti, Licabante,
che era stato bandito da una città dellEtruria ed esiliato scontava la pena di un
grave delitto ... /... Si fermò in mare la nave, così come fosse a secco in cantiere.
Quelli stupiti continuano a far forza sui remi, e spiegano le vele, e tentano di
proseguire con vele e remi insieme; ma ledera impedisce i remi con torto groviglio
di serpi e stringe le vele coi gravi corimbi. Bacchos cinta la fronte di pampini
duva agita il tirso velato di fronde; gli stanno intorno vani fantasmi di linci, di
tigri, i ferini corpi di pantere dipinte. Gli uomini balzano fuori dalla nave, spinti da
insania, spinti da terrore; e per primo Medonte comincia a diventare nero nel corpo pieno
di pinne e ad incurvare la schiena. A Licabante che dice "che mostro stai
diventando" il naso si incurva e la pelle diventa squamosa...
(OVIDIO, METAMORFOSI, III 623-4; 660-80)
Narrerò... i marinai tirreni sbalzati giù nei
flutti dalla nave piena di pampini, ricurvi corpi di delfini
(PROPERZIO, ELEGIE, III 17.25-6)
Dopo aver dimostrato ai Tebani di essere un dio,
Dionysos andò ad Argo, e poiché nuovamente non lo onorarono, rese folli le donne, che
sulle montagne divorarono i corpi dei loro fanciulli fatti a pezzi. Desiderando poi essere
portato dallIcaria a Nasso affittò una nave pirata dei Tirreni. Ma dopo che fu
fatto salire a bordo non si diressero a Nasso ma in Asia, con lintenzione di
venderlo come schiavo. Allora, trasformò lalbero maestro e i remi in serpenti, e
riempì la nave di edera e di suoni di flauto. E i pirati impazzirono, si buttarono a mare
e si trasformarono in delfini. Capirono allora che egli era un dio e lo venerarono. Dopo
aver portato su la madre di lui dallAde la chiamarono Thyone, egli ascese con lei in
cielo
(APOLLODORO, Biblioteca, III 5.1-2)
LA GIGANTOMACHIA
Guarda la mischia dei Giganti scolpita nel
marmo... E Bromios frenetico col tirso avvolto nclledera abbatte un altro figlio
della Terra
(EURIPIDE, IONE, 205-17)
Sileno: ... più tardi al tempo della dura
lotta contro i Giganti, figli della terra ... Ricordi mi trovavo alla tua destra per difenderti,
quando uccisi Encelado con un colpo di lancia ben diretto nel mezzo del suo scudo...
(EURIPIDE, CICLOPE, 5-9)
Tu, quando, per ardua via, unempia schiera
di Giganti assalì il regno del Padre, cacciasti indietro Rhoeto, con le zanne e le unghie
orrende da leone
(ORAZIO, ODI, II 19)
Allora evita la mano divina di Dionysos che uccide
i Giganti, che sotto le mura della Tyrsenia Peloros si scontrò con Alpos, figlio della
Terra che aveva attaccato gli dei ... Nessun bifolco venne, nessun gruppo di taglialegna
tagliando alberi per fare navi disturbo le Ninfe dei boschi... nessun bravo capo del
cantiere navale allestì una barca, le lignee carrozze che solcano le strade del mare,
finché Bacchos nelle sue peregrinazioni non passò per questo picco, scuotendo il suo
tirso evio. Come Lieo passò, il gigantesco figlio della Terra, alto come le nuvole, lo
attaccò. Una roccia fu la difesa per le sue spalle, una vetta fu il suo proiettile; si
scaglio contro Bacchos ... allora Bacchos furente col tirso vibrò il suo colpo sibilante
... e colpì il torreggiante Alpos alla gola ... Il Gigante morì e cadde nel vicino
mare...
(NONNO DI PANOPOLI, DIONISIACA, XVL 170-220)