La leggenda di Cadmo

Il quarto dei nostri eroi più antichi è Cadmo, esempio di figura di fondatore mitico. Come Pelope, fondatore della dinastia dei Pelopidi a Micene, era venuto in Grecia dal Vicino Oriente non, come Pelope, dalla Lidia ma dalla Fenicia, dove era uno dei figli di Agenore. Con i suoi fratelli venne inviato dal padre alla ricerca della sorella Europa che era scomparsa; in realtà era stata rapita da Zeus in forma di toro che l’aveva portata a Creta a fini amatori, e cosi un toro cretese appare indirettamente in questo mito come in quelli di Teseo e di Eracle. Cadmo arrivo in Grecia, dove l’Oracolo delfico gli ingiunse di seguire una vacca finche non si sdraiasse per terra, e di fondare su questo la città di Tebe. Euripide narra la storia, nella maniera allusiva, in un coro delle Fenicie, la sua solenne rassegna di storia tebana:

Venne in questa terra Cadmo di Tiro, per il quale la vitella dalle quattro zampe si lascio spontaneamente al suolo avverando così l’oracolo destinato a compiersi la dove il decreto divino proclamava che Cadmo doveva stabilirsi nelle piane ricche di grano che dovevano essere la sua patria, e dove l’acqua del bel fiume si sparge per le terre di Dirce (...). C’era il micidiale serpente di Ares, tremendo guardiano, che custodiva i fiumi ondosi e le correnti con occhi instancabili. Cadmo, venuto per prendere acqua lustrale, lo uccise con un masso, colpendo la testa micidiale della fiera omicida con la piena possa del suo braccio, e grazie ai consigli della dea priva di madre (ossia Atena J sparse i suoi denti al suolo, nella terra dai semi profondi; allora la terra mandò su una visione di uomini armati di tutto punto che torreggiavano fino agli estremi confini della regione. L’omicidio dal cuore di ferro li riunì nuovamente alla terra che li aveva generati (...) (638-673)

Esisteva, insomma, una fonte dove la vacca si era messa a giacere, ma era sorvegliata da un drago sacro ad Ares; Cadmo lo uccise e ne seminò i denti, che produssero una messe di guerrieri armati. Gettando in mezzo a questi una pietra egli li aizzo l’uno contro l’altro, ma i cinque rimasti in vita divennero gli antenati delle tribù principali di Tebe. Dopo un periodo di espiazione, Cadmo ebbe il permesso di sposare Armonia, figlia di Ares, che gli diede quattro figlie: Agave, Autonoe, Ino e Semele. Queste furono tutte sfortunate, almeno in vita. Agave dilaniòsuo figlio Penteo ed Autonoe, che la aiutò, aveva gia avuto il figlio Atteone divorato dai suoi stessi cani. Ino fu spinta alla follia per aver complottato contro i figliastri e si gettò in mare, mentre Semele rovinò la fortuna di essere l’amante di Zeus chiedendogli di comparirle nella sua vera forma, e venne di conseguenza incenerita. Quanto a Cadmo e ad Armonia, la loro storia successiva è curiosa, e fu predetta a Cadmo dal suo quasi-nipote Dioniso:

Sarai trasformato in serpente, e tua moglie verrà tramutata nella forma selvaggia di una serpe - lei, Armonia, figlia di Ares, che tu hai conquistato pur essendo un mortale. Con tua moglie, come dichiara l’oracolo di Zeus, guiderai un carro di buoi alla testa di uomini stranieri. Molte sono le città che espugnerai con le tue orde innumerevoli; quando avranno saccheggiato l’oracolo di Lossia (ossia Apollo) avranno un infelice ritorno, ma Ares trarrà in salvo te ed Armonia e trapianterà la vostra vita nella terra dei beati (Euripide, Baccanti,1330 e sgg.)

Euripide, che aveva forti interessi eziologici, sembra combinare un certo numero di curiose leggende, nessuna delle quali forse molto antica eccetto il finale ricorso alle Isole dei Beati: Cadmo e sua moglie che diventano i condottieri di una popolazione della Grecia occidentale chiamata degli Encheleis o Anguille; la loro trasformazione in serpenti, e Delfi destinata ad essere saccheggiata da gente straniera. Forse la trasformazione in serpenti rifletteva la sostanziale connessione di Cadmo con la terra di Tebe, giacché il "serpente domestico" era il simbolo della stabilità e del possesso; la nascita dai denti del drago degli "Uomini Seminati" che divennero gli antenati dei Tebani, sottolinea analogamente la loro natura autoctona. In tal caso, si tratta di un buon esempio di mito-patente, dove si fa di tutto per suffragare un’idea politicamente auspicabile ma storicamente dubbia; giacche una delle poche cose certe che sappiamo dei Tebani è che fin dai tempi antichi furono soggetti a spostamenti e migrazioni. Quanto alla fondazione stessa, la sua associazione all’oracolo e l’impiego del tema consueto della città fondata laddove un animale compie una certa azione, non sono presumibilmente più antichi del secolo X o IX a.C., e la lotta col mostro guardiano, che ricalca da vicino la lotta di Apollo col serpente Pitone a Delfi, non e necessariamente anteriore. La semina dei denti e riprodotta nella storia di Giasone e il mostro che faceva la guardia al vello d’oro, ma la più antica delle due sembra la storia tebana. Cos’è dunque che ci fa pensare ancora che Cadmo risalga pur soltanto alla tarda età del bronzo? In parte il fatto che Tebe era davvero un’importante città micenea, i cui abitanti sono noti ad Omero come "Cadmei", in parte l’associazione alla storia di Zeus ed Europa, che è correlata a Creta nell’età del bronzo; in parte le connessioni mitiche delle sue figlie, soprattutto Semele e Ino. (Il mito di Ino e Atamante ha fondamenti particolarmente solidi, ed è connesso a sua volta con quello di Frisso e del vello). C’è anche la separazione fra Cadmo e la storia successiva di Tebe (da Labdaco a Laio e ad Edipo coi suoi figli), che fa pensare ad un elemento arcaico che non poté venire integrato completamente; e infine le sue origini fenicie. Queste ultime sono state messe in dubbio. É vero che gli viene attribuita 1’introduzione della "scrittura fenicia" in Grecia, ma e incerto se ciò indichi una scrittura tipo Lineare B o l’alfabeto, che e certamente un’invenzione fenicia. Alcuni studiosi hanno pensato che il termine "phoinix" significhi in questo contesto "cretese" e non "fenicio". Ma ciò sembra improbabile e noi sappiamo che esistevano stretti rapporti culturali tra la Grecia della tarda età del bronzo e il Mediterraneo orientale; ad esempio Ugarit (la moderna Ras Shamra) sulla costa della Siria aveva un quartiere commerciale miceneo nel XIV secolo a.C. Sarebbe poco saggio spingere troppo a fondo queste speculazioni. La storia di Cadmo e un esempio particolarmente felice di un complesso mito greco che ha attratto vari particolari da molte fonti e da età diverse: motivi del racconto popolare, dettagli storici di varia natura, elaborazioni nel senso della patente e così via. Gli studiosi moderni hanno attaccato vigorosamente il problema, e ne è risultata una confusione e un’indecisione pari a quella che regna nelle fonti antiche. Una delle difficoltà è il fatto che soltanto con Euripide le nostre testimonianze si fanno abbastanza complete per la parte più antica del ciclo tebano. Esistono sporadici riferimenti anteriori, insieme con rappresentazioni artistiche del VI secolo di episodi molto popolari come il matrimonio di Cadmo e Armonia, ma abbiamo pochi altri elementi che ci possono guidare tra le varianti proliferate all’epoca in cui Ellanico e Ferecide misero in campo la loro erudizione, baldanzosa ma rozza, durante l’eta classica.

[G.S. Kirk, La natura dei miti greci, Laterza, Bari, 1980.]