Lobiettivo principale della nostra attività è di carattere formativo e per noi formazione significa prima di tutto capacità di confrontarci con noi stessi e con gli altri: le nostre individualità si fondono creando un collettivo dove sintrecciano rapporti di amicizia e di solidarietà che durano anche al di là del periodo scolastico. Lo dimostra il fatto che continuano a far parte del gruppo e a collaborare allattività teatrale anche studenti già usciti da nostro Liceo ed ora iscritti alluniversità.
Alla valenza formativa si associa anche quella cognitiva che passa attraverso lo studio di opere classiche per eccellenza - che noi abbiamo la fortuna di poter
leggere in lingua originale -, analizzate prima nelle loro componenti letterarie e poi tradotte in spettacolo. Crediamo che questo sia il miglior modo per recuperare alla loro destinazione e fruizione originaria tali opere, nonché per trasformare la didattica quotidiana in spinta creativa e vitale che punta molto sullo spirito inventivo e le capacità critiche di noi studenti. Poi cè la fatica fisica della preparazione, il montaggio e lo smontaggio delle scene, ecc. Ma il senso pratico non si esaurisce qui, perché questa attività richiede sforzi anche economici non indifferenti per un bilancio scolastico irrisorio: la realtà è che sinveste poco sulla formazione di noi giovani e sulla cultura in genere. Noi ragazzi del Laboratorio siamo pertanto fieri di riuscire ad autofinanziarci attraverso la ricerca di risorse e limpiego intelligente delle stesse, perché anche questo è un modo di aprirci al sociale e di coinvolgere nel nostro lavoro tutte le componenti scolastiche e territoriali. Ringraziamo quindi i genitori, gli enti locali, tutti coloro che ci hanno sempre sostenuto, e li invitiamo a cooperare affinché i nostri spettacoli, se giudicati non semplicemente una recita stile saggio di fine anno, ma interessanti, originali e realizzati con professionalità, vadano in giro e si concedano repliche.
Infine cè leducazione alla bellezza, uneducazione non basata su una precettistica minuta e sterile, bensì sulla consuetudine e sulla frequentazione assidua con le cose belle. Il teatro ingentilisce lanimo. La parola degli antichi arriva ancora forte e attualmente densa di quel messaggio educativo che la caratterizzava nel suo contesto originario. In unepoca per tanti aspetti così volgare, così meccanica, così ancorata alla sicurezza spesso invadente, sfrontata e superba della tecnologia (le magnifiche sorti e progressive!), quando vediamo il pubblico scosso e stupito per i nostri allestimenti, dobbiamo pensare che stiamo regalando a noi stessi e agli spettatori un momento di pausa e di respiro in cui riportiamo alla luce i grandi valori, occultati e sopiti, di cui ha bisogno lo spirito umano. Dobbiamo allora pensare che, se siamo riusciti, non dico a far capire, ma semplicemente a far sentire perché un verso di Eschilo o di Sofocle o di Euripide (anche uno solo!) è bello, allora abbiamo assolto alla funzione di educare non solo noi stessi, ma anche gli altri.
STORIA DEL LABORATORIO TEATRALE THIASOSanno 1995/96
Lucrezio
la vita immaginaria delle cose
[testo a c. del Laboratorio; durata 1h.]
11 aprile 1996 (Giornate di Monticchiello)
28-29 maggio 1996 (Teatro dei Varii - Colle di Val dElsa)
21 giugno 1996 (Chiostro della Collegiata - Casole dElsa)
11 ottobre 1997 (Teatro Pezzani - Parma)
10 maggio 1997 (Teatro Accademico - Bagni di Lucca)
30-31 maggio 1997 (Teatro dei Varii - Colle di
Val dElsa)
18 giugno 1997 (Chiostro della Collegiata - Casole dElsa)
28-29-30 maggio 1998 (Teatro dei Varii - Colle
di Val dElsa)
11 novembre 1999 (Teatro Bonci - Cesena)
31 marzo 1999 (Teatro dei Rinnovati - Siena)
maggio 1999 (Teatro dei Varii - Colle di Val
dElsa)
giugno 1999 (Chiostro della Collegiata - Casole dElsa)
novembre 1999 (Teatro Bonci - Cesena)
Un canto nuovo (letture per il Giubileo)
10 marzo 2000 (Chiesa di San Lorenzo
Poggibonsi)
24-25-26-27 maggio 2000 (Teatro dei Varii - Colle di Val d'Elsa)
in preparazione per lanno prossimo: A n t i g o n e di Sofocle e M e d e a di Euripide