14. Il teatro e la danza
Allorigine della forma spettacolare, dellidea stessa di rappresentare cè questo dio, la sua sofferenza e il suo riso, la sua morte e la sua rinascita. Dal ditirambo alla tragedia, dalla processione dei Satiri alla commedia, dalla sfrenatezza dei salti e dei balli alla danza: tutto ricorda Dionysos e la sua " compagnia ", il suo mito e i suoi riti.
Diceva Eschilo che, da ragazzo, quando era di
guardia alluva, stava dormendo in campagna e gli apparve in sogno Dionysos, e gli
ordinò di scrivere una tragedia. Appena fu giorno, volendo ubbidire al dio, provò e
riuscì a comporre con estrema facilità
(PAUSANIA, PERIEGESEOS, I 21)
Da noi, infatti, allora la musica si distingueva
in certi suoi aspetti e figure, e un certo aspetto del canto era costituito di preghiere
agli dei: si chiamavano col nome di inni; il suo opposto era un altro aspetto del canto (threnoi)
e un altro ancora erano i peana, infine ce nera un altro detto ditirambo, ed è la
"nascita di Dionysos", credo... Fissati questi ed altri aspetti del canto, non
era lecito servirsi di uno al posto dellaltro... ma con landar del tempo i
poeti furono maestri di disordini e trasgressioni, poeti solo nel temperamento, ma
ignoranti delle giuste regole della poesia, come baccanti, trasportati più del dovuto dal
piacere...
(PLATONE, LEGGI, 700b)
Or dunque la tragedia fu da principio una
rudimentale improvvisazione. E, come la tragedia, così anche la commedia: se non che la
tragedia prende origine dai cantori del ditirambo, la commedia dai cantori dei canti
fallici, che sono in uso ancora oggi in parecchie città
(ARISTOTELE, POETICA, IV 1448)
Non adiratevi con me, o spettatori, se io,
pezzente, rispetto agli Ateniesi, vengo a parlare della città in una commedia, giacché
anche la commedia può dire il giusto, e io vi dirò cose spiacevoli, ma giuste... è il
tempo del concorso leneo...
(ARISTOFANE, ACARNESI)
Non per altro motivo si uccide a Bacchos il
caprone su ogni altare e si danno i ludi scenici antichi; posero i discendenti di Teseo
intorno per borghi e crocicchi premi alla bravura; ed essi lieti tra le tazze di vino
saltano per i prati soffici sopra otri ben unti
(VIRGILIO, GEORGICHE, II)